Autore: ShuS

V CONFERENZA ESCAPES: RAGION DI STATO RAGIONI UMANITARIE Genealogie e prospettive del sistema d’asilo, 28 & 29 giugno 2018

V CONFERENZA ESCAPES: RAGION DI STATO RAGIONI UMANITARIE Genealogie e prospettive del sistema d’asilo, 28 & 29 giugno 2018

Strutturata secondo tematiche a sessioni parallele, si apre la V conferenza Escapes: quasi una risposta al cogente bisogno nazionale di chiarezza che emerge dal caos di una politica enunciata per slogan elettorali, apparentemente immune ai continui richiami dall’interfaccia internazionale e a risposte che evidentemente irridono enunciazioni e minacce.

28 e 29 Giugno 2018
Università degli Studi di Milano, Via S. Antonio 5

Giovedì 28 Giugno 2018
10.30 – 13.00
Saluti istituzionali e Keynote lecture: Jane Freedman (Université Paris 8) / Discussant: Tatjana Sekulić (Università degli Studi di Milano-Bicocca)

14.00 – 16.15
Tema I: Titolari di protezione internazionale, umanitaria e “diniegati”: quali forme di inclusione e esclusione nel lungo periodo?
1) AULA S. ANTONIO IV, VIA S. ANTONIO 5
Laboratorio: Gioco di ruolo “Rotte migranti” (max. 20 partecipanti); Conduce: Ilaria Ippolito (Ricercatrice)

2) AULA S. ANTONIO III, VIA S. ANTONIO 5
Rifugiati: dall’esclusione all’autorganizzazione

Tema II: Genere, generazioni, diritti
3) AULA S. ANTONIO I, VIA S. ANTONIO 5: Genere e diritti (I): Politiche del corpo, violenza, sfere del riconoscimento

Tema III: Mobilità, controllo, e confini interni
4) AULA PIO XII, VIA S. ANTONIO 5: Controllo della mobilità: strutture, luoghi e pratiche di transito

Tema IV: Tra Libia, Niger e Afriche subsahariane
5) AULA S. ANTONIO II, VIA S. ANTONIO 5: Tra Libia, Niger e Afriche subsahariane

16.45 – 19.00
Tema I: Titolari di protezione internazionale, umanitaria e “diniegati”: quali forme di inclusione e esclusione nel lungo periodo?
6) AULA S. ANTONIO III, VIA S. ANTONIO 5: Voci di rifugiati nello spazio pubblico

Tema II: Genere, generazioni, diritti
7) AULA S. ANTONIO I, VIA S. ANTONIO 12: Generazioni: culture della mobilità e spazio pubblico
8) AULA PIO XII, VIA S. ANTONIO 5: Nuove frontiere: dispositivi di controllo nei territori e sulle vite di migranti e rifugiati
9) AULA S. ANTONIO II, VIA S. ANTONIO 5: Al di là del confine? Società civile, pratiche di solidarietà, soggettività migranti

Aperitivo sociale presso “Rob de Matt” Via Enrico Annibale Butti, 18
Conversazione con Giulio Piscitelli, fotografo, autore del libro HARRAGA. In viaggio bruciando le frontiere (Contrasto, 2017) Ne discutono: Luca Ciabarri e Barbara Pinelli

Venerdì 29 Giugno 2018
09.30 – 12.30
Aula Pio XII, via S. Antonio 5
WHO GOVERNS? Processi decisionali e ruolo degli esperti nelle politiche migratorie
Tavola rotonda con: Maurizio Ambrosini (Università degli Studi di Milano), Jean-Pierre Cassarino (Istituto di Ricerca sul Maghreb Contemporaneo IRMC, Tunisi),
Iside Gjergji (Università Ca’ Foscari Venezia), Raffaella Greco Tonegutti (Migration and Mobility Policy Officer della Commissione Europea), Gianfranco Schiavone (ASGI – EuropAsilo)
Coordinano: Luca Ciabarri e Chiara Marchetti

14.00 – 17.30
Tema I: Titolari di protezione internazionale, umanitaria e “diniegati”: quali forme di inclusione e esclusione nel lungo periodo?
10) AULA S. ANTONIO III, VIA S. ANTONIO 5: Workshop: Lavorare per l’inclusione, declinare i contesti

Tema II: Genere, generazioni, diritti
11) AULA S. ANTONIO I, VIA S. ANTONIO 5: Genere e diritti (II): Regimi di credibilità e legittimazione delle storie

Tema III: Mobilità, controllo, e confini interni
12) AULA PIO XII, VIA S. ANTONIO 5: Workshop: Confini e pratiche di resistenza: per una riflessione critica a partire dai territori

Tema IV: Tra Libia, Niger e Afriche subsahariane
13) AULA S. ANTONIO II, VIA S. ANTONIO 5: Film documentario STRANGE FISH, Giulia Bertoluzzi, 54’ (Casa di Produzione Small Boss).
Ne discutono Antonio M. Morone e Jean-Pierre Cassarino

Evento sulla Riforma della Politica Agricola Comune, 21 giugno 2018, h. 10.00

Evento sulla Riforma della Politica Agricola Comune, 21 giugno 2018, h. 10.00

Im allegato, l’invito all’evento sulla Riforma della Politica Agricola Comune organizzato dalla Casa della Agricoltura per il 21 giugno 2018 ore 10 Palazzo Isimbardi Via Vivaio,1 Milano, da parte del Segretario della Casa della Agricoltura Carlo Basilio Bonizzi.
L’evento è proposto in collaborazione con l’uffico del Parlamento Europeo e l’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali che renderà  la partecipazione valoriale ( crediti ) ai partecipanti, oltre che del Parco Agricolo Sud e della Accademia dei Georgofili.
Inoltre l’evento è inserito in Rete Rurale, network europeo istituzionale di informazione sulla politica agricola comune e trattasi di un riconoscimento molto significativo.

Invito_21giugno

Primi risultati del questionario Stili di vita sostenibili per la salute degli studenti (in collaborazione con SHuS): 6 giugno 2018

Primi risultati del questionario Stili di vita sostenibili per la salute degli studenti (in collaborazione con SHuS): 6 giugno 2018

I primi risultati raccolti con il questionario LIFEstyle saranno presentati da Daniela Lucini ed Ernestina Casiraghi durante il seminario “Stili di vita e sostenibilità: i risultati di una prima indagine tra gli studenti universitari” (6 giugno), promosso nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2018.
SHuS ha collaborato in fase di concezione e diffusione di questa iniziativa e sostiene il questionario LIFEstyle (Love Initiative Fitness Environment style), progetto destinato a promuovere benessere e salute in Università.

Si chiama LIFEstyle (Love Initiative Fitness Environment style), il questionario online totalmente anonimo che dà il via al progetto destinato a promuovere benessere e salute sin dagli anni dell’Università. Il progetto – nato nell’ambito del tavolo “Food & Health” del progetto Città Studi Campus Sostenibile – è guidato da Daniela Lucini ed Ernestina Casiraghi, docenti rispettivamente di Scienze dell’Esercizio fisico e dello sport e di Scienze e Tecnologie alimentari e si rivolge a studentesse e studenti dell’Università Statale e del Politecnico di Milano.
Il questionario non è che la prima fase del progetto e serve a valutare lo stile di vita degli iscritti ai due Atenei in base alle proprie abitudini alimentari, all’abuso di fumo o alcol o alla frequenza dell’esercizio fisico.
In questa prima fase, il questionario è aperto solo agli iscritti ad alcuni corsi di laurea triennalemagistrale e a ciclo unico delle facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari, di Medicina e ChirurgiaScienze MotorieScienze Politiche, Economiche e Sociali e Studi Umanistici (che abbiano ricevuto una e-mail dal presidente del propri corso), in attesa che venga poi esteso alla generalità degli iscritti.
Per completare il questionario bastano pochi minuti e all’invio finale segue una prima “diagnosi” del proprio stile di vita, con una serie di osservazioni e consigli utili su come migliorarlo.
A questa prima fase di rilevazione e di elaborazioni statistiche sui dati raccolti, seguiranno altre due azioni, previste dal progetto: la messa a punto di iniziative formative per gli studenti, che educhino, sin dalla giovane età, a stili di vita sani e corretti e l’estensione del modello ad altre realtà del territorio.

Questo progetto – affermano Daniela Lucini ed Ernestina Casiraghi – propone un nuovo significato del concetto di “sostenibilità” generalmente applicato all’ambiente, estendendolo anche alla salute. Diventare fisicamente più attivi, alimentarsi in modo corretto, non fumare, non abusare di alcol non è solo uno slogan, ma uno strumento fondamentale per la sostenibilità della nostra Salute“.

Contatti

Plastica: che ne sanno i 2000, 5 giugno 2018

Plastica: che ne sanno i 2000, 5 giugno 2018

5 giugno / dal sito d’Ateneo: Cultura e società
Il ciclo di vita della plastica nell’incontro del dipartimento di Scienze e Politiche ambientali, promosso in occasione del World Environment Day.
Il racconto del ciclo di vita della plastica – produzione, riduzione-prevenzione della produzione di rifiuti, riuso, riciclo, conservazione e smaltimento – e un vero e proprio processo, con accusa e difesa all’uso della plastica.
Stiamo parlando di “Plastica: che ne sanno i 2000”, incontro promosso dal dipartimento di Scienze e Politiche ambientali dell’Università Statale, che coinvolgerà oltre 200 studentesse e studenti delle scuole superiori, i cosiddetti next gen.
Promosso in occasione del World Environment Day 2018 delle Nazioni Unite, quest’anno dedicato al tema della Lotta alla plastica monouso (Beat Plastic Pollution), l’incontro ha l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni, fin dagli anni della scuola, a convivere al meglio con la plastica, a partire da una conoscenza più approfondita del materiale e del suo ciclo di vita.
Sono 8 milioni le tonnellate di plastica che “invadono” gli oceani ogni anno, sfuggendo quindi a logiche di economia circolare, ma solo la maggiore consapevolezza sull’impatto ambientale e i cambiamenti alle nostre abitudini quotidiane possono ridurre il peso dell’inquinamento da plastica, in particolare quella monouso, dannoso per il pianeta e per la nostra salute.
Materie primeeconomia circolareimballaggi per alimentiraccolta post-consumo, riciclo, impatto su ambiente e salute di rifiuti residui microplastiche sono i temi degli interventi di docenti ed esperti, a cui seguirà il processo alla plastica, con studenti e pubblico a dividersi tra difensori e accusatori davanti a un collegio giudicante, chiamato a esprimere un vero e proprio verdetto.
L’incontro è promosso nell’ambito del progetto CLEANuP – Circular Economy and Virtuous Management of Plastic Packaging, condotto presso il dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali (ESP) dell’Università degli Studi di Milano.
Dedicato allo sviluppo interdisciplinare integrato degli studi ambientali, il dipartimento di Scienze e Politiche ambientali offre – dall’anno accademico 2018-2019 – il corso di laurea in “Scienze e Politiche Ambientali”, con una didattica focalizzata su vari aspetti emergenti relativi all’ambiente e alla corretta gestione delle risorse naturali per la salute del pianeta.
I saluti di apertura sono affidati al rettore Gianluca Vago e ad Alessandro Banterle e Francesco Ficetola, rispettivamente direttore del dipartimento e presidente del corso di laurea in “Scienze e Politiche ambientali”. Chiude l’incontro il prorettore vicario, Maria Daniela Candia.

Plastica in mare – Immagine tratta dal sito Pixabay

Food For All! Relazione del Tavolo sulla diversità cui ha partecipato SHuS, 7.5.2018

Food For All! Relazione del Tavolo sulla diversità cui ha partecipato SHuS, 7.5.2018

di Cristiana Fiamingo (con estratti da FF)

In data 7 Maggio 2018, in rappresentanza di SHuS, quale coordinatre di SHuS, hjo partecipato ad uno dei tavoli Multi-Stakeholders aperti presso la Fondazione Feltrinelli, nell’ambito della settimana

Milano Food City 2018

Nell’intendimento di FF…

Il significato dell’evento

I tavoli sono pensati per riflettere sulle questioni chiave che riguardano il futuro del cibo e dell’alimentazione. Rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle imprese, della ricerca, della società civile si confronteranno sulle trasformazioni in atto, sui trend futuri e sulle pratiche in essere per identificare questioni chiave rispetto alle quali si rende necessaria un’azione di corresponsabilità congiunta da parte degli attori economici, politici e sociali della società contemporanea. A ogni tavolo è previsto un coordinatore dei lavori. I lavori dei tavoli saranno preceduti da un inquadramento tematico e da un intervento introduttivo, mentre gli esiti saranno restituiti in una pubblicazione a cura di Fondazione, che darà opportuna visibilità ai contributi dei soggetti presenti in relazione alla tematica affrontata.

Il programma dei lavori

Ore 14,45 – 15,00 Ingresso Ospiti nella Sala Polifunzionale, alla registrazione verranno dati gli elenchi dei tavoli corrispondenti della sala polifunzionale.

Ore 15,00 – 15,15 Inaugurazione Milano Food City

Ore 15,15 – 15, 25 – Inaugurazione Food for All! e avvio dei Sette Tavoli Tematici

Ore 15,25 -16,40 I Coordinatori dei tavoli introducono i temi, come da documento, indirizzando le domande per ogni giro di tavolo che i rapporteur, provvisti di computer ai tavoli sintetizzeranno per punti durante gli interventi dei delegati. A seguire ha inizio la discussione su problematiche volta ad affinare in maniera congiunta la questione chiave sollevata dal coordinatore in apertura dei lavori.

Ore 16,40 – 16,50 I rapporteur e i coordinatori sono chiamati a chiudere il documento di sintesi dei tavoli e giungere all’identificazione di una principale questione chiave.

Ore 16,50 – 17,15 I coordinatori restituiscono la questione chiave in plenaria (max 3 minuti per intervento)

Scopo dei tavoli tematici

Ogni tavolo avrà a disposizione due ore complessive per la discussione. Sarà composto da un Coordinatore, un Rapporteur e 8-10 partecipanti. Lo scopo ultimo della discussione dei tavoli tematici è quello di individuare e/o affinare in maniera congiunta una questione chiave connessa al tema del tavolo, utile alla prosecuzione del dibattito e del presidio della ricerca, delle imprese, della sensibilizzazione e del policy making che avverrà nei giorni a seguire nel corso delle altre iniziative comprese nel palinsesto di Food for All!.

I tavoli a porte chiuse riguardavano

LE 7 VIRTU’ DEL CIBO

ho partecipato al

Tavolo tematico Diversità 

il cui intendimento era di evidenziare…

Nel quadro della multidimensionalità del cibo, il concetto di diversità assume due particolari accezioni. La prima è quella relativa al tema della diversità biologica, che racchiude l’insieme di forme di vita proprie di uno specifico territorio che modulate, adattate, gestite secondo modalità diverse, possono diventare, attraverso un processo evolutivo che mette in relazione caratteristiche ambientali e culturali, prodotti agricoli e gastronomici. Salvaguardare nella pratica la biodiversità significa utilizzare i prodotti dell’agricoltura che vengono da buone pratiche e attraverso ciò passa la tutela di un patrimonio genetico, economico e soprattutto culturale di straordinario valore, fatto di eredità contadine e artigiane ricche e complesse. L’Italia costituisce un esempio più unico che raro nel mondo per la diversità che offre in quanto a paesaggi, territori, sistemi produttivi e competenze sviluppate per saperne trarre il meglio in termini di produttivi e di diversità gastronomiche. Una diversità che è, insieme, qualità e tipicità, componenti, queste, che hanno decretato l’affermarsi a livello globale del made in Italy enogastronomico di cui il 2018, anno del cibo italiano nel mondo, sarà una vera e propria proclamazione.

La seconda accezione fa invece riferimento alla diversità culturale del cibo che determina l’identità di chi la racchiude, la coltiva, la trasmette, la tiene viva. Il sapore del cibo, le modalità di preparazione e condivisione, i racconti e le conoscenze a esso associate, aprono al ricordo della propria terra rappresentando un fattore di ancoraggio alla propria cultura madre, a scapito delle distanze geografiche e temporali.

In questo contesto siamo chiamati da un lato a comprendere come preservare la biodiversità per garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale per ciascun abitante del pianeta. Dall’altro lato a interrogarci sulle modalità attraverso cui mantenere le ricchezze e le diversità culturali senza cadere in omologazioni identitarie, a partire dalle quali sviluppare dinamiche di convivialità e socialità inclusive.

Questione chiave
A fronte dei processi di globalizzazione e della necessità di spingere sulla produzione agroalimentare per una popolazione che cresce, come è possibile mantenere la produzione di piccola scala e il portato valoriale di risorse materiali e immateriali che ci è associato?

Partecipanti
Coordinatore: Stefano Bocchi (Università degli Studi di Milano)
Rapporteur: Valentina Vaglia (Università degli Studi di Milano)

Valentina Cairo, Progetto AGER-Agroalimentare e Ricerca, Fondazione Cariplo.

Lorenzo Domaneschi Assegnista di ricerca, Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, Università degli Studi di Milano.

Matilde Ferretto Prof. Ordinario, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università degli Studi di Milano Bicocca.

Cristiana Fiamingo Ricercatore Confermato, Dipartimento di studi internazionali, giuridici e storico-politici, SHuS, Università degli Studi di Milano.

Ilaria Lenzi, CSV Brand Manager presso Nestlé Waters

Walter Magnoni Filosofo e teologo, Diocesi di Milano.

Alessandro Rota, Presidente Coldiretti Milano, Lodi Monza e Brianza.

Marina Trentin, Cooperativa sociale Eliante.

07052018_Invito inaugFF

07052018_FFA depliant web

Ed ecco il report di sintesi redatto da Valentina Vaglia con l’aggiustamento dei vari contributi:

Food for All!

Milano, 7 Maggio 2015

Questione chiave: A fronte dei processi di globalizzazione e della necessità di spingere sulla produzione agroalimentare per una popolazione che cresce, come è possibile mantenere la produzione di piccola scala e il portato valoriale di risorse materiali e immateriali che ci è associato?
Tavolo di lavoro: DIVERSITA’

Abstract (max. 300 parole)

La diversità contribuisce al mantenimento della condizione omeostatica della complessità dei viventi sul pianeta Terra. Ad esempio: la diversità biologica è fondamentale per la regolazione dei sistemi suolo-aria-acqua di qualsiasi contesto ambientale, mentre la diversità a livello sociale è funzionale alla costruzione del proprio io, che relazionandosi appunto con il diverso, permette l’emergere di unicità culturali legate a contesti territoriali.

La globalizzazione e le tecnologie attuali permettono lo scambio fra diversità culturali e di beni materiali che nascono in luoghi lontani fra loro. Il risvolto negativo di questa realtà può riguardare la perdita di valore culturale e di risorse naturali, quindi di diversità, nel passaggio fra la scala locale e quella globale.

Attualmente è fondamentale un processo di advocacy per far emergere a livello politico, economico e istituzionale il valore della sostenibilità ambientale, sociale, economica e di governance associato alla diversità biologica e culturale del cibo (quindi al tempo stesso all’unicità degli elementi di cui essa stessa si compone).

Un ruolo chiave nel mercato globale è quello del cittadino, consumatore su grande e piccola scala dei beni agricoli, che andrebbe portato a riflettere sulla domanda: quando la distanza fra produttore e consumatore diventa troppa?

Una popolazione sensibile al tema della diversità, quale valore intrinseco della vita, sicuramente avvantaggerebbe il processo di mantenimento della biodiversità e, quindi, dell’unicità delle sue diverse componenti che solamente vivendo in maniera sistemica contribuiscono una con l’altra al mantenimento dei valori di risorse materiali e immateriali ad esse associato.

Questa sintesi è emersa sottolineando il valore di strumenti quali: la Carta di Milano, Agenda 2030, l’Enciclica Laudato si’ e gli sforzi portati avanti dalle discipline e dalle pratiche volte alla cooperazione nella ricerca e alla co-creazione progettuale in opposizione al riduzionismo degli studi e alla frammentazione sia delle risorse sia delle conoscenze.

Identificazione 3 principali problematiche connesse alla questione chiave
1.      Il sistema economicista attuale che governa le dinamiche di produzione agroalimentare si nutre di una realtà riduzionista, competitiva e parcellizzata che mira al benessere di pochi

  1. La globalizzazione della produzione agroalimentare mette a rischio l’unicità dei prodotti del territorio e la sopravvivenza dei piccoli agricoltori sia nei PVS sia nei Paesi Sviluppati
  2. Necessità di produzione agroalimentare per una popolazione che cresce
Identificazione 3 principali raccomandazioni in relazione alle criticità identificate
1.      Mirare ad un sistema di cooperazione fra gli attori di tutta la filiera agroalimentare (dal seme alla bocca) in maniera sistemica, considerando tutte le scale della realtà in maniera dinamica: temporale (passato, presente e futuro in relazione tra loro) e spaziale (dal generale al particolare e viceversa)

Valorizzare la diversità del territorio significa salvaguardare la biodiversità del cibo e delle culture locali. Il consumatore deve essere sensibilizzato rispetto alle scelte di acquisto dei prodotti agro-alimentari attraverso un marketing del prodotto che abbia scopi educativi e non distorsivi o confusionali

Utilizzando le attuali risorse in maniera sostenibile (utilizzo delle migliori tecniche disponibili, rispetto di regolamenti e protocolli, transizione verso pratiche agro-ecologiche ecc.) ed evitando gli sprechi il mito della necessità di aumentare le produzioni commodity per sfamare il pianeta verrebbe superato 

Conclusioni

La globalizzazione dei mercati agricoli è un processo con cui le realtà produttive di piccola e media scala possono riuscire a convivere solamente se supportate da una società consapevole rispetto all’importanza del loro ruolo nel mantenimento della diversità. Sono le piccole unicità locali che permettono di mantenere l’identità culturale del territorio e preservano nel tempo la biodiversità ad esso legata. Quindi si potrà mantenere questo tipo di produzioni solamente se enti e istituzioni lavoreranno:

–          nell’ottica degli accordi internazionali dell’Agenda Globale 2030 per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) cercando di coinvolgere anche i paesi non ancora aderenti;

–          in maniera sistemica considerando le necessità di tutte le scale della realtà in maniera dinamica;

–          alla formazione e sensibilizzazione della società rispetto alle scelte di consumo sostenibile. Insistendo innanzitutto anche per la diffusione di una informazione sempre più dettagliata relativamente a comportamenti non sostenibili da parte di stati ed imprese. Solo così saranno garantite risposte politiche adeguate volte ad ottenere comportamenti etici, relativamente a produzione e distribuzione attraverso le pressioni di una politica internazionale cosciente e condivisa.

Le schiavitù “dei contemporanei”, 3 Maggio 2018, Sala Lauree della Facoltà SPES, 14:30

Le schiavitù “dei contemporanei”, 3 Maggio 2018, Sala Lauree della Facoltà SPES, 14:30

LOCANDINA 3 maggio 2018

Seminario SHuS*
Il lavoro è merce rara. Guadagni da sussistenza, a fronte di scelte apparentemente inerziali e obbligate, distinguono in modo quasi impercettibile certe forme di occupazione lavorativa dalla schiavitù. Gli Haitiani descritti dall’antropologo RAÚL ZECCA CASTEL, autore del volume: “Come schiavi in libertà. Vita e lavoro dei tagliatori di canna da zucchero haitiani in Repubblica Dominicana” [Salerno: Arcoiris, L’acuto 2015] e del bel documentario-inchiesta sul bracciantato haitiano che ci presenterà, sono i discendenti degli schiavi deportati. Lì la schiavitù non si è arrestata mai.
Interverrò con Roberto Cammarata (filosofia politica) e Patrizio Ponti (economia dello sviluppo)
____________________________
Giovedì 3 maggio 2018 alle 14:30
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO
Sala Lauree
via Conservatorio, 7

Seminario “Rientro dei rifugiati e diritti sulla terra, 10/04/2018 h.14.30

Seminario “Rientro dei rifugiati e diritti sulla terra, 10/04/2018 h.14.30

Guido Sali (UniCS) segnala il seminario “Rientro dei rifugiati e diritti sulla terra. Due strade che si incrociano nella regione dei Grandi Laghi”, di cui allego la locandina, che si terrà martedì 10 aprile alle ore 14,30 presso il Settore didattico di Città Studi. Il nostro Ateneo è coinvolto in un progetto in Repubblica Democratica del Congo, finanziato dall’Unione Europea, che vuole diventare punto di riferimento per l’approccio al problema dei rifugiati di guerra: agevolare e rendere concrete le condizione per il ritorno dei rifugiati sulle terre e nei luoghi che sono stati forzatamente lasciati da anni, a volte decenni. I problemi che occorre affrontare sono non solo di natura politica, sociale e giuridica, ma anche economica e di sicurezza alimentare.
Parteciperanno al seminario i referenti locali del progetto. Si veda la Locandina

Locandina 10_04_18

M’illumino di Meno, 22 febbraio 2018

M’illumino di Meno, 22 febbraio 2018

Il 22 febbraio 2018, l’Università Statale di Milano aderisce a M’illumino di meno, l’iniziativa della trasmissione di Radio2 Caterpillar contro gli sprechi energetici, quest’anno dedicata alla bellezza del camminare e dell’andare a piedi, per raggiungere, simbolicamente, la Luna con 555 milioni di passi.
Insieme agli Atenei italiani membri della RUS – Rete delle Università per la Sostenibilità, l’Ateneo partecipa all’iniziativa con la Caccia al kWh nelle sue sedi e strutture.
L’invito alla nostra comunità universitaria è quello di unirsi ai due gruppi che, in contemporanea a Città Studi e in Sede centrale, si muoveranno tra spazi comuni, aule e corridoi per rilevare luci accese e finestre aperteoltre gli orari di utilizzo delle strutture.
Ogni gruppo avrà una guida e sarà accompagnato da alcuni studenti di Radio Statale, che si occuperanno sia della copertura dell’evento su Facebook, Twitter e Instagram, utilizzando l’hashtag #caccialkWh, sia delconcerto live acustico in via Festa del Perdono 7 a partire dalle 20.30 (nei pressi di Radio Statale).
La Caccia al kWh: orari e percorsi
Città Studi – ore 18.30-20. Guida: Laura Grechi, 
Partenza da via Golgi 19, verso i settori didattici di via Venezian 15 e Celoria 20

Sede centrale – ore 19.30-20.30. Guida: Riccardo Rogliani, partenza da via Mercalli-S.Sofia 9/1 verso via S. Antonio 12 e tappa finale nel Cortile di via Festa del Perdono.

Si può aderire alla Caccia al kWh anche individualmente nelle proprie strutture, mentre tutti coloro che non potranno partecipare ai due gruppi, possono comunque raggiungere via Festa del Perdono 7 per il concerto live acustico delle ore 20.30.
Buona Caccia al kWh, allora!
Il Gruppo Sostenibilità di Ateneo
Caccia al kWh – locandina (1)

RIUNIONE SHuS 27.2.2018 h. 12,30 (con pranzo dal sacco) Aula multimediale via Conservatorio 7 – Invito

RIUNIONE SHuS 27.2.2018 h. 12,30 (con pranzo dal sacco) Aula multimediale via Conservatorio 7 – Invito

Tutti i docenti, ricercatori, assegnisti e dottorandi del nostro Ateneo, interessati alla lettura multi- ed inter-disciplinare dei temi della sostenibilità ambientale e umana (sociale, politica, economica, ambientale…) sono caldamente invitati a partecipare alla prossima riunione di SHuS, possibilmente dandone avviso (scrivendo all’indirizzo shus@unimi.it entro il 20/2) di modo da permetterci di procurarci un’aula dalla giusta capienza. La nostra ambizione è quella del massimo coinvolgimento dell’organico interessato e nella razionalizzazione di programmi di attività e progetti didattici su focus tematici che agevolino e diffondano in modo efficace la lettura trans-disciplinare dei fenomeni di insostenibilità e le soluzioni passibili di arginarli. Una volta isolate le tematiche più scottanti, è nostro impegno sviscerarle attraverso brainstorming sessions condividendo le rispettive “visioni” con esperti degli specifici settori da ogni ente di appartenenza, pubblico e privato, al fine di sviscerare i vantaggi da una lettura multifocale.