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RUS- Ultime novità (ago-2020)

RUS- Ultime novità (ago-2020)

RUS segnala:

  1. a)Convegno annuale della RUS (modalità telematica) –  il 26 settembre p.v. delle 15 alle 18 nell’ambito del Sustainability Day di Stati Generali Mondo Lavoro” (SGML), la kermesse dedicata al mondo del lavoro che si svolgerà a Torino dal 22 al 26 settembre. Indicazioni più specifiche per la partecipazione saranno comunicate nelle settimane precedenti l’evento;
  2. b)2° edizione di Urbanpromo Green, manifestazione organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit che si svolgerà nei giorni 17-18 settembresu piattaforma digitale. Alla RUS è stato proposto di collaborare per l’evento di inaugurazione del Convegno il 17 settembre con una sessione sul tema “L’Università archetipo di distretto urbano di innovazione”;
  3. c)XX Congresso Nazionale della Società Italiana Orientamento ‘Cultura e orientamento: traiettorie per sconfiggere le diseguaglianze e prevenire l’esclusione scolastica e lavorativa’, 8-9 Ottobre 2020, modalità telematica. Il congresso desidera ribadire chel’Orientamento nella sua veste migliore, che nulla ha a che fare con matching e banali e anacronistici indicazioni e consigli, vuole fare la sua parte, riposizionando al centro la crescita umana, la prevenzione, l’educazione al futuro, il coinvolgimento delle comunità, la formazione degli operatori e delle operatrici, gli interventi che fondano il proprio valore su evidenze scientifiche e deontologiche, nel rispetto dei diritti delle persone a ricevere servizi di qualità. Per il programma:https://www.sio-online.it/wp-content/uploads/2020/08/programma-dettagliato-3.pdf

 Sempre in materia di orientamento e in sintonia con i lavori congressuali, si segnala il Corso di Perfezionamento ‘Orientamento e career counselling per l’inclusione, la sostenibilità e la giustizia sociale’ (a.a. 2020/2021), con il patrocinio della RUS, di Asvis, del Forum Disuguaglianze e Diversità, del Coordinamento delle Università del Triveneto per l’Inclusione, per promuovere la preparazione di professionisti e professioniste con le conoscenze e le abilità necessarie per supportare le persone nell’arco della vita e nella progettazione di un futuro di qualità e per aiutarci a costruire società incentrate su inclusione, sostenibilità e giustizia sociale (http://www.larios.fisppa.unipd.it/it-it/?page_id=2203)

Si comunica inoltre l’avvio dell’hackathon internazionale rivolto agli studenti e alle studentesse di tutte le università dal titolo “UniSustainathon: sustainability as an opportunity – Universities for Expo 2020 Dubai”, da sabato 3 e lunedì 5 ottobre 2020, organizzato nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020, la RUS e l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), in collaborazione con il Commissariato Generale di sezione per l’Italia a EXPO 2020 Dubai, con lo scopo di portare i giovani di tutto il mondo a riflettere e a elaborare soluzioni di sostenibilità e resilienza, assumendo una prospettiva complessa, inter e transdisciplinare. I vincitori saranno candidati al contest “Challenge RUS su Agenda 2030” organizzato dalla RUS e, grazie alla collaborazione con SDSN Mediterranean, riceveranno dei codici voucher per un corso online della SDG Academy. Questo il link al sito dell’ASviS dedicato all’evento: https://festivalsvilupposostenibile.it/2020/evento-nazionale-asvis-rus/ Vi invitiamo a diffondere l’iniziativa alle vostre comunità studentesche. Le registrazioni sono aperte fino al 20 settembre.

Infine su richiesta della segreteria RUS, si segnala che:

Resp: Gioia Grigolin (Dirigente Area Comunicazione e marketing), Università degli Studi di Padova

LO SVILUPPO SOSTENIBILE: L’EVOLUZIONE DI UN OBIETTIVO IMPERITURO, Articolo di Leonardo Salvemini, maggio 2020

LO SVILUPPO SOSTENIBILE: L’EVOLUZIONE DI UN OBIETTIVO IMPERITURO, Articolo di Leonardo Salvemini, maggio 2020

Sulla rivista “Ambiente diritto”, un illuminante articolo di Leonardo Salvemini

Sommario: 1. Premessa: uomo e natura – 2. In cerca di equilibrio. Il contributo dei popoli indigeni… – 2.1… e del (restante) mondo scientifico – 3. Il modello di crescita neoclassico e la sua insostenibilità – 3.1. Il Trail Smelter Case come epifania di una nuova sensibilità ambientale – 4. I principi ambientalisti di Stoccolma – 4.1. I frutti della Conferenza sull’ambiente umano – 5. Il rapporto Brundtland e il binomio ambiente-sviluppo – 5.1. La crescita sostenibile – 5.1.1. Bisogni e limiti – 5.1.2. La metafora del cowboy e dell’astronauta. La sostenibilità verso (e per) il futuro – 6. Dichiarazione di Rio – 7. Dichiarazione sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg – 8. L’esperienza europea – 9. Sostenibilità e giustizia. La giurisprudenza in materia di sviluppo sostenibile (cenni) – 10. Note conclusive.

RivistaGiuridicaAmbienteDiritto.it-ISSN1974-9562- Anno XX – Fascicolo 2/2020
https://www.ambientediritto.it/dottrina/lo-sviluppo-sostenibile/

E’ uscito: LA NATURA CONTESA ECOLOGIA POLITICA A SUD DEL SAHARA, 2020

E’ uscito: LA NATURA CONTESA ECOLOGIA POLITICA A SUD DEL SAHARA, 2020

Gratuitamente scaricabile al seguente link: http://freebook.edizioniambiente.it/libro/133/Africa_la_natura_contesa

AFRICA: LA NATURA CONTESA
ECOLOGIA POLITICA A SUD DEL SAHARA

a cura di Valerio Bini
Ambiente e geopolitica nell’Africa subsahariana

I. TEORIE E METODI: ECOLOGIA POLITICA E GIUSTIZIA AMBIENTALE
1. Ecologia politica dell’Africa a Sud del Sahara: un’introduzione teorica
Valerio Bini
2. Una metodologia per la documentazione dei casi di ingiustizia ambientale
Giacomo Petitti di RoretoII. POLITICHE DELLA NATURA: IL RUOLO DELLO STATO
3. La geografia reticolare del petrolio e del gas naturale in Africa orientale
Cristina D’Alessandro
4. La terra come risorsa contesa: il caso della riserva forestale Mau – Kenya
Stefania Albertazzi
5. Apartheid climatico. Strumenti regionali di governance dell’acqua in SADC, tra ricorsi storici e innovazione nelle metodologie di ricerca accademica di divide reduction
Cristiana Fiamingo
6. Gli accordi di pesca dell’Unione Europea in Africa occidentale: il caso della Guinea Bissau
Valerio BiniIII. NATURA E POTERE: I CONFLITTI AMBIENTALI
7. Sud Sudan: investimenti stranieri e ingiustizia ambientale
Sara De Simone
8. In equilibrio sotto il confine. Continuità e mutamenti nell’ecologia politica del Baol orientale (Senegal) tra forêts classées, marabutti dell’arachide e pratiche agro-pastorali
Guido Nicolás Zingari
9. Per una storia minore dei rifiuti in Senegal. Contributo ad una antropologia politica della salubrità nella colonia
Raffaele Urselli
10. Al fuoco, al fuoco! Governance delle foreste in ambito SADC, tra procurato allarme, interessi mascherati
Cristiana Fiamingo

Questo volume affronta il tema del rapporto tra natura e politica nell’Africa a Sud del Sahara, attraverso una serie di casi di studio dedicati ad aspetti specifici della cosiddetta “questione ambientale”: la terra, le foreste, l’acqua, le risorse minerarie, la pesca, le aree protette, i rifiuti. I casi di studio vengono analizzati con diverse metodologie disciplinari, ma l’introduzione e l’impianto complessivo del progetto di questo volume si inquadrano in una prospettiva di matrice geografica.

ECOMAFIE IN LOMBARDIA LA LEGALITÀ SUI RIFIUTI Scuola superiore magistratura/28.11.2019

ECOMAFIE IN LOMBARDIA LA LEGALITÀ SUI RIFIUTI Scuola superiore magistratura/28.11.2019

ECOMAFIE IN LOMBARDIA – LA LEGALITÀ SUI RIFIUTI
AULA MAGNA EMILIO ALESSANDRINI – GUIDO GALLI, PALAZZO DI GIUSTIZIA DI MILANO, 28 NOVEMBRE 2019 ORE 14.45

Il prof. Leonardo Salvemini affronterà la delicata questione del primato lombardo al nord in merito all’ecomafia, a quel fenomeno di speculazione della criminalità organizzata il cui impatto  devastante sul territorio e sull’ambiente e la cui deriva di corruzione non possono più essere trascurati e non preventivati nell’affrontare ulteriori stagioni imprenditoriali, come quella delle Olimpiadi invernali, ad esempio…

Scarica la Locandina

 

SHuS ad ISCOS, 25 luglio 2018

SHuS ad ISCOS, 25 luglio 2018

In occasione del 30mo anniversario di ISCOS Lombardia,

il coordinatore SHuS è stato invitato ad inquadrare la situazione del Mozambico (dove ISCOS ha operato con diversi progetti)  nel suo ambito regionale. La presentazione è stata incentrata soprattutto nell’ambito del lavoro e delle oggettive difficoltà della SADC nel rispondere alle problematiche regionali sebbene sia una sua cifra l’istituzionalizzazione dei problemi: dalla sanità al cambiamento climatico.

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Evento sulla Riforma della Politica Agricola Comune, 21 giugno 2018, h. 10.00

Evento sulla Riforma della Politica Agricola Comune, 21 giugno 2018, h. 10.00

Im allegato, l’invito all’evento sulla Riforma della Politica Agricola Comune organizzato dalla Casa della Agricoltura per il 21 giugno 2018 ore 10 Palazzo Isimbardi Via Vivaio,1 Milano, da parte del Segretario della Casa della Agricoltura Carlo Basilio Bonizzi.
L’evento è proposto in collaborazione con l’uffico del Parlamento Europeo e l’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali che renderà  la partecipazione valoriale ( crediti ) ai partecipanti, oltre che del Parco Agricolo Sud e della Accademia dei Georgofili.
Inoltre l’evento è inserito in Rete Rurale, network europeo istituzionale di informazione sulla politica agricola comune e trattasi di un riconoscimento molto significativo.

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Primi risultati del questionario Stili di vita sostenibili per la salute degli studenti (in collaborazione con SHuS): 6 giugno 2018

Primi risultati del questionario Stili di vita sostenibili per la salute degli studenti (in collaborazione con SHuS): 6 giugno 2018

I primi risultati raccolti con il questionario LIFEstyle saranno presentati da Daniela Lucini ed Ernestina Casiraghi durante il seminario “Stili di vita e sostenibilità: i risultati di una prima indagine tra gli studenti universitari” (6 giugno), promosso nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2018.
SHuS ha collaborato in fase di concezione e diffusione di questa iniziativa e sostiene il questionario LIFEstyle (Love Initiative Fitness Environment style), progetto destinato a promuovere benessere e salute in Università.

Si chiama LIFEstyle (Love Initiative Fitness Environment style), il questionario online totalmente anonimo che dà il via al progetto destinato a promuovere benessere e salute sin dagli anni dell’Università. Il progetto – nato nell’ambito del tavolo “Food & Health” del progetto Città Studi Campus Sostenibile – è guidato da Daniela Lucini ed Ernestina Casiraghi, docenti rispettivamente di Scienze dell’Esercizio fisico e dello sport e di Scienze e Tecnologie alimentari e si rivolge a studentesse e studenti dell’Università Statale e del Politecnico di Milano.
Il questionario non è che la prima fase del progetto e serve a valutare lo stile di vita degli iscritti ai due Atenei in base alle proprie abitudini alimentari, all’abuso di fumo o alcol o alla frequenza dell’esercizio fisico.
In questa prima fase, il questionario è aperto solo agli iscritti ad alcuni corsi di laurea triennalemagistrale e a ciclo unico delle facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari, di Medicina e ChirurgiaScienze MotorieScienze Politiche, Economiche e Sociali e Studi Umanistici (che abbiano ricevuto una e-mail dal presidente del propri corso), in attesa che venga poi esteso alla generalità degli iscritti.
Per completare il questionario bastano pochi minuti e all’invio finale segue una prima “diagnosi” del proprio stile di vita, con una serie di osservazioni e consigli utili su come migliorarlo.
A questa prima fase di rilevazione e di elaborazioni statistiche sui dati raccolti, seguiranno altre due azioni, previste dal progetto: la messa a punto di iniziative formative per gli studenti, che educhino, sin dalla giovane età, a stili di vita sani e corretti e l’estensione del modello ad altre realtà del territorio.

Questo progetto – affermano Daniela Lucini ed Ernestina Casiraghi – propone un nuovo significato del concetto di “sostenibilità” generalmente applicato all’ambiente, estendendolo anche alla salute. Diventare fisicamente più attivi, alimentarsi in modo corretto, non fumare, non abusare di alcol non è solo uno slogan, ma uno strumento fondamentale per la sostenibilità della nostra Salute“.

Contatti

Food For All! Relazione del Tavolo sulla diversità cui ha partecipato SHuS, 7.5.2018

Food For All! Relazione del Tavolo sulla diversità cui ha partecipato SHuS, 7.5.2018

di Cristiana Fiamingo (con estratti da FF)

In data 7 Maggio 2018, in rappresentanza di SHuS, quale coordinatre di SHuS, hjo partecipato ad uno dei tavoli Multi-Stakeholders aperti presso la Fondazione Feltrinelli, nell’ambito della settimana

Milano Food City 2018

Nell’intendimento di FF…

Il significato dell’evento

I tavoli sono pensati per riflettere sulle questioni chiave che riguardano il futuro del cibo e dell’alimentazione. Rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle imprese, della ricerca, della società civile si confronteranno sulle trasformazioni in atto, sui trend futuri e sulle pratiche in essere per identificare questioni chiave rispetto alle quali si rende necessaria un’azione di corresponsabilità congiunta da parte degli attori economici, politici e sociali della società contemporanea. A ogni tavolo è previsto un coordinatore dei lavori. I lavori dei tavoli saranno preceduti da un inquadramento tematico e da un intervento introduttivo, mentre gli esiti saranno restituiti in una pubblicazione a cura di Fondazione, che darà opportuna visibilità ai contributi dei soggetti presenti in relazione alla tematica affrontata.

Il programma dei lavori

Ore 14,45 – 15,00 Ingresso Ospiti nella Sala Polifunzionale, alla registrazione verranno dati gli elenchi dei tavoli corrispondenti della sala polifunzionale.

Ore 15,00 – 15,15 Inaugurazione Milano Food City

Ore 15,15 – 15, 25 – Inaugurazione Food for All! e avvio dei Sette Tavoli Tematici

Ore 15,25 -16,40 I Coordinatori dei tavoli introducono i temi, come da documento, indirizzando le domande per ogni giro di tavolo che i rapporteur, provvisti di computer ai tavoli sintetizzeranno per punti durante gli interventi dei delegati. A seguire ha inizio la discussione su problematiche volta ad affinare in maniera congiunta la questione chiave sollevata dal coordinatore in apertura dei lavori.

Ore 16,40 – 16,50 I rapporteur e i coordinatori sono chiamati a chiudere il documento di sintesi dei tavoli e giungere all’identificazione di una principale questione chiave.

Ore 16,50 – 17,15 I coordinatori restituiscono la questione chiave in plenaria (max 3 minuti per intervento)

Scopo dei tavoli tematici

Ogni tavolo avrà a disposizione due ore complessive per la discussione. Sarà composto da un Coordinatore, un Rapporteur e 8-10 partecipanti. Lo scopo ultimo della discussione dei tavoli tematici è quello di individuare e/o affinare in maniera congiunta una questione chiave connessa al tema del tavolo, utile alla prosecuzione del dibattito e del presidio della ricerca, delle imprese, della sensibilizzazione e del policy making che avverrà nei giorni a seguire nel corso delle altre iniziative comprese nel palinsesto di Food for All!.

I tavoli a porte chiuse riguardavano

LE 7 VIRTU’ DEL CIBO

ho partecipato al

Tavolo tematico Diversità 

il cui intendimento era di evidenziare…

Nel quadro della multidimensionalità del cibo, il concetto di diversità assume due particolari accezioni. La prima è quella relativa al tema della diversità biologica, che racchiude l’insieme di forme di vita proprie di uno specifico territorio che modulate, adattate, gestite secondo modalità diverse, possono diventare, attraverso un processo evolutivo che mette in relazione caratteristiche ambientali e culturali, prodotti agricoli e gastronomici. Salvaguardare nella pratica la biodiversità significa utilizzare i prodotti dell’agricoltura che vengono da buone pratiche e attraverso ciò passa la tutela di un patrimonio genetico, economico e soprattutto culturale di straordinario valore, fatto di eredità contadine e artigiane ricche e complesse. L’Italia costituisce un esempio più unico che raro nel mondo per la diversità che offre in quanto a paesaggi, territori, sistemi produttivi e competenze sviluppate per saperne trarre il meglio in termini di produttivi e di diversità gastronomiche. Una diversità che è, insieme, qualità e tipicità, componenti, queste, che hanno decretato l’affermarsi a livello globale del made in Italy enogastronomico di cui il 2018, anno del cibo italiano nel mondo, sarà una vera e propria proclamazione.

La seconda accezione fa invece riferimento alla diversità culturale del cibo che determina l’identità di chi la racchiude, la coltiva, la trasmette, la tiene viva. Il sapore del cibo, le modalità di preparazione e condivisione, i racconti e le conoscenze a esso associate, aprono al ricordo della propria terra rappresentando un fattore di ancoraggio alla propria cultura madre, a scapito delle distanze geografiche e temporali.

In questo contesto siamo chiamati da un lato a comprendere come preservare la biodiversità per garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale per ciascun abitante del pianeta. Dall’altro lato a interrogarci sulle modalità attraverso cui mantenere le ricchezze e le diversità culturali senza cadere in omologazioni identitarie, a partire dalle quali sviluppare dinamiche di convivialità e socialità inclusive.

Questione chiave
A fronte dei processi di globalizzazione e della necessità di spingere sulla produzione agroalimentare per una popolazione che cresce, come è possibile mantenere la produzione di piccola scala e il portato valoriale di risorse materiali e immateriali che ci è associato?

Partecipanti
Coordinatore: Stefano Bocchi (Università degli Studi di Milano)
Rapporteur: Valentina Vaglia (Università degli Studi di Milano)

Valentina Cairo, Progetto AGER-Agroalimentare e Ricerca, Fondazione Cariplo.

Lorenzo Domaneschi Assegnista di ricerca, Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, Università degli Studi di Milano.

Matilde Ferretto Prof. Ordinario, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università degli Studi di Milano Bicocca.

Cristiana Fiamingo Ricercatore Confermato, Dipartimento di studi internazionali, giuridici e storico-politici, SHuS, Università degli Studi di Milano.

Ilaria Lenzi, CSV Brand Manager presso Nestlé Waters

Walter Magnoni Filosofo e teologo, Diocesi di Milano.

Alessandro Rota, Presidente Coldiretti Milano, Lodi Monza e Brianza.

Marina Trentin, Cooperativa sociale Eliante.

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Ed ecco il report di sintesi redatto da Valentina Vaglia con l’aggiustamento dei vari contributi:

Food for All!

Milano, 7 Maggio 2015

Questione chiave: A fronte dei processi di globalizzazione e della necessità di spingere sulla produzione agroalimentare per una popolazione che cresce, come è possibile mantenere la produzione di piccola scala e il portato valoriale di risorse materiali e immateriali che ci è associato?
Tavolo di lavoro: DIVERSITA’

Abstract (max. 300 parole)

La diversità contribuisce al mantenimento della condizione omeostatica della complessità dei viventi sul pianeta Terra. Ad esempio: la diversità biologica è fondamentale per la regolazione dei sistemi suolo-aria-acqua di qualsiasi contesto ambientale, mentre la diversità a livello sociale è funzionale alla costruzione del proprio io, che relazionandosi appunto con il diverso, permette l’emergere di unicità culturali legate a contesti territoriali.

La globalizzazione e le tecnologie attuali permettono lo scambio fra diversità culturali e di beni materiali che nascono in luoghi lontani fra loro. Il risvolto negativo di questa realtà può riguardare la perdita di valore culturale e di risorse naturali, quindi di diversità, nel passaggio fra la scala locale e quella globale.

Attualmente è fondamentale un processo di advocacy per far emergere a livello politico, economico e istituzionale il valore della sostenibilità ambientale, sociale, economica e di governance associato alla diversità biologica e culturale del cibo (quindi al tempo stesso all’unicità degli elementi di cui essa stessa si compone).

Un ruolo chiave nel mercato globale è quello del cittadino, consumatore su grande e piccola scala dei beni agricoli, che andrebbe portato a riflettere sulla domanda: quando la distanza fra produttore e consumatore diventa troppa?

Una popolazione sensibile al tema della diversità, quale valore intrinseco della vita, sicuramente avvantaggerebbe il processo di mantenimento della biodiversità e, quindi, dell’unicità delle sue diverse componenti che solamente vivendo in maniera sistemica contribuiscono una con l’altra al mantenimento dei valori di risorse materiali e immateriali ad esse associato.

Questa sintesi è emersa sottolineando il valore di strumenti quali: la Carta di Milano, Agenda 2030, l’Enciclica Laudato si’ e gli sforzi portati avanti dalle discipline e dalle pratiche volte alla cooperazione nella ricerca e alla co-creazione progettuale in opposizione al riduzionismo degli studi e alla frammentazione sia delle risorse sia delle conoscenze.

Identificazione 3 principali problematiche connesse alla questione chiave
1.      Il sistema economicista attuale che governa le dinamiche di produzione agroalimentare si nutre di una realtà riduzionista, competitiva e parcellizzata che mira al benessere di pochi

  1. La globalizzazione della produzione agroalimentare mette a rischio l’unicità dei prodotti del territorio e la sopravvivenza dei piccoli agricoltori sia nei PVS sia nei Paesi Sviluppati
  2. Necessità di produzione agroalimentare per una popolazione che cresce
Identificazione 3 principali raccomandazioni in relazione alle criticità identificate
1.      Mirare ad un sistema di cooperazione fra gli attori di tutta la filiera agroalimentare (dal seme alla bocca) in maniera sistemica, considerando tutte le scale della realtà in maniera dinamica: temporale (passato, presente e futuro in relazione tra loro) e spaziale (dal generale al particolare e viceversa)

Valorizzare la diversità del territorio significa salvaguardare la biodiversità del cibo e delle culture locali. Il consumatore deve essere sensibilizzato rispetto alle scelte di acquisto dei prodotti agro-alimentari attraverso un marketing del prodotto che abbia scopi educativi e non distorsivi o confusionali

Utilizzando le attuali risorse in maniera sostenibile (utilizzo delle migliori tecniche disponibili, rispetto di regolamenti e protocolli, transizione verso pratiche agro-ecologiche ecc.) ed evitando gli sprechi il mito della necessità di aumentare le produzioni commodity per sfamare il pianeta verrebbe superato 

Conclusioni

La globalizzazione dei mercati agricoli è un processo con cui le realtà produttive di piccola e media scala possono riuscire a convivere solamente se supportate da una società consapevole rispetto all’importanza del loro ruolo nel mantenimento della diversità. Sono le piccole unicità locali che permettono di mantenere l’identità culturale del territorio e preservano nel tempo la biodiversità ad esso legata. Quindi si potrà mantenere questo tipo di produzioni solamente se enti e istituzioni lavoreranno:

–          nell’ottica degli accordi internazionali dell’Agenda Globale 2030 per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) cercando di coinvolgere anche i paesi non ancora aderenti;

–          in maniera sistemica considerando le necessità di tutte le scale della realtà in maniera dinamica;

–          alla formazione e sensibilizzazione della società rispetto alle scelte di consumo sostenibile. Insistendo innanzitutto anche per la diffusione di una informazione sempre più dettagliata relativamente a comportamenti non sostenibili da parte di stati ed imprese. Solo così saranno garantite risposte politiche adeguate volte ad ottenere comportamenti etici, relativamente a produzione e distribuzione attraverso le pressioni di una politica internazionale cosciente e condivisa.